Lilinanna: Underworld Shelter

Tanto tuonò che piovve e allora ti darò riparo dalla tempesta per dirla con le parole di Zimmerman. Lilinanna gothic performer marchigiana ha mantenuto le promesse. Quando la intervistai dopo un concerto a Savignano sul Rubicone circa un annetto fa mi disse che avrebbe fatto uscire il suo primo cd entro l’estate. La sua decisa determinazione le ha permesso di rispettare la tabella di marcia e in questo suo primo lavoro “Underworld shelter” sono finiti brani i cui video hanno circolato in rete per un pezzo permettendole di calpestare molti palchi di club e clubbettini sparsi nel paese. Lilinanna si è sbattuta parecchio per farsi conoscere, come è giusto fare se si vuol tentare di emergere dalla palude dei mediocri, ma pensare che sarebbe finita a suonare su un palco sanremese in così breve tempo credo che nessuno avrebbe osato pensarlo, neanche il più acerrimo dei suoi fan.

in azione a Sanremo cantando in italiano

Come è risaputo a percuotere il tamburo giusto si rischia di far correre la propria voce in tutta la foresta e Sanremo è stato solo un piccolo grande amplificatore che ha permesso al nome Lilinanna di circolare. Sono infatti seguiti tutta una serie di concerti nella penisola da nord a sud che stanno portando la ragazza a formarsi come performer (diciamolo in tutta franchezza: il ruolo di cantante le sta stretto) del genere gotico-dark. Da soli non si va da nessuna parte ed il supporto ricevuto da Dezebra prima e Gianluca Lo Presti “Nevica” poi, il primo a credere veramente in lei, hanno portato all’uscita del suo primo cd. Underworld Shelter rischia però di essere già uno spartiacque nella giovane carriera dell’artista perché chiude di fatto un periodo storico in cui Linda canta in inglese. Adesso mentre lei stessa cerca di capire come orientarsi nel mondo della canzone, se continuare con l’inglese o passare alle canzoni in italiano, siamo in attesa di un secondo lavoro. Il ferro va battuto finché è caldo e Linda pare esserne totalmente consapevole e non sembra distratta più di tanto dal clamore che sta suscitando il suo nome. I Dj passano i suoi brani, le interviste si moltiplicano: la strada è quella giusta. Vediamo cosa porterà in dote l’intensità di questo periodo. Nel disco figurano 8 tracce da “Calling in light” densa, ipnotica e doom a “Proserpine” da “Disappeared” il cui piano iniziale rimanda agli Evanescence a “Mother” una dichiarazione di affetto viscerale senza filtri, compresi i lati oscuri. Prima di chiudere con Siren con quel “sweep away” ripetuto che suona maledettamente ammaliante c’è spazio anche per una cover dei Cure “The perfect Boy”.

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